di Giacomo Cavoli

Il Messaggero

RIETI – Cinque sale in tutto, per ricostruire la vita di chi era a bordo in quel tragico momento, ricordare l’analogia reatina con l’incidente aereo che distrusse il Grande Torino e per provare a ricostruire cosa accadde davvero negli ultimi istanti prima dello schianto del DC-6 della compagnia di bandiera belga Sabena, il 13 febbraio 1955, contro il costone dell’Acquasanta alle pendici del Terminillo, in località di Costa dei Cavalli a Cantalice, e che costò la vita a 29 passeggeri. La Saletta dei Ricordi intitolata a Marcella Mariani – la Miss Italia eletta nel 1953 e che morì nell’incidente aereo al Terminillo – si sposta da Cantalice al Terminillo: l’inaugurazione, sabato 25 febbraio alle 16, presso i locali comunali della ex scuola di Pian De Valli, preceduta dalla presentazione del libro “Marcella Mariani – Da Cortina D’Ampezzo al Terminillo”, scritto da Antonio Tavani, ideatore della Saletta, e dal fotografo reatino Luigi Bernardinetti.

L’INIZIATIVA

Una mostra permanente, ideata da Antonio Tavani con la collaborazione della Polisportiva Cantalice e della comunità parrocchiale cantaliciana, inaugurata il 22 novembre del 2014 a Cantalice dall’ambasciatore del Belgio in Italia, Vincent Mertens de Wilmars, e che ora, con l’assenso del paese di Cantalice, per interessamento della V° Comunità Montana, della Pro Loco Terminillo, del Comune di Rieti e della sezione reatina del Lions Club Varrone, riaprirà nei locali dell’ex scuola elementare del Terminillo, trasferendo tutto il materiale storico raccolto da Tavani: “Dentro c’è di tutto – spiega Tavani, nella conferenza stampa in aula consiliare – A partire da piccoli resti dell’aereo, tutta la storia della Sabena, compagnia di bandiera belga proprietaria del DC-6; ci sono annulli filatelici, certificati dei piloti, copie originali dei quotidiani nazionali e internazionali che raccontavano la vita di Marcella Mariani, eletta due anni prima Miss Italia e morta nello schianto. La zona nella quale precipitò l’aereo – continua Tavani – era Costa dei Cavalli, che ricadeva su Cantalice e, negli anni successivi, quel luogo impervio divenne un santuario del dolore dove ci recavamo persino noi bambini. Tutt’intorno, erano rimasti piccoli resti del velivolo: ricordo che ci sedevamo sui sedili del DC-6, i quali non avevano più il rivestimento, ma soltanto le molle. E ad aprile, inoltre – conclude Tavani – saremo a Torino, per posizionare un totem a fianco del mausoleo dedicato al Grande Torino, in ricordo dell’analogia fra le due sciagure”.
“Dimostriamo ciò che le istituzioni possono fare, inaugurando la Saletta dei Ricordi al Terminillo e, con la Sala dedicata al regista Luchino Visconti, aumentando il richiamo di Terminillo per il cinema” ha dichiarato il sindaco Simone Petrangeli, affiancato da Alessandro Micheli, presidente della Pro Loco Terminillo.

LE CINQUE SALE

Nella Saletta dei Ricordi, il primo spazio sarà dedicato alla data del 13 febbraio 1955, ricostruendo gli ultimi minuti di volo del DC-6 basati su trascrizioni e documentazioni autentiche, rendendo esattamente le difficoltà nelle quali si trovò ad operare l’equipaggio del velivolo, includendo un filmato dell’Istituto Luce, dedicato alle fasi della ricerca dell’aereo, concluse dopo otto giorni. Spazio anche all’analogia con la tragedia di Superga e all’angolo dell’amicizia fra Italia e Belgio.

Nella Sala 2, intitolata a Marie-Christine e Félicien, i due bambini morti nello schianto al Terminillo, saranno raccolti la liste delle vittime, la storia del recupero e della ricerca dei corpi e la leggenda del carico di diamanti che pare fosse a bordo dell’aereo e del quale, tuttavia, non se ne trovò traccia.

Nella Sala 3 sarà ricordato l’affetto e la vicinanza dimostrati dalla popolazione reatina, quando la Cattedrale di Santa Maria accolse il rito funebre, e la città realizzo l’ultimo abito per Marcella Mariani.
Nella Sala 4, dedicata a Luchino Visconti – che lanciò la carriera della Mariani – riserverà proiezioni sulla figura del regista, sul neorealismo italiano e sulla moda del tempo. Nell’ultima sala, il racconto del concorso Miss Italia vinto dalla Mariani nel 1953, e la vita della Mariani stessa, fra privato e pubblico.